Secondo una nuova ricerca, la gazza non è affatto una ladra e dunque non ruba oggetti lucenti; in realtà ne ha una vera e propria fobia
Lo studio sembra confutare il mito della “gazza ladra”, che pervade il folklore europeo.
Si crede comunemente che le gazze possiedano un desiderio compulsivo di rubare oggetti luccicanti per i loro nidi. Ma gli scienziati della Exeter University (Inghilterra) ci mostrano che tali oggetti in realtà rendano questi uccelli nervosi, presumibilmente perché sono nuovi e potrebbero rivelarsi pericolosi.
L’esperimento
La ricerca si è basata su un gruppo di oggetti lucidi (viti metalliche, piccoli anelli di alluminio e un piccolo pezzo rettangolare di foglio di alluminio) e un gruppo degli stessi oggetti, ricoperti di vernice blu opaca. Gli studiosi hanno posizionato dei mucchietti di noci commestibili a soli 30 cm di distanza da ciascuno degli oggetti raccolti. In 64 test eseguiti al momento del pasto, le gazze hanno raccolto un oggetto luccicante solo due volte, per poi scartarlo immediatamente.
Gli uccelli hanno essenzialmente ignorato o evitato sia gli oggetti lucenti sia quelli blu, e spesso in loro presenza mangiavano meno.
La dottoressa Toni Shephard, autrice principale dello studio, ha dichiarato:
“Non abbiamo trovato prove di un’attrazione incondizionata, nelle gazze, nei confronti degli oggetti luccicanti. Al contrario, tutti gli oggetti hanno suscitato risposte che indicano neofobia, ovvero paura delle cose nuove.”
E ancora:
“Ipotizziamo che gli esseri umani notino quando le gazze raccolgono occasionalmente oggetti luccicanti perché credono che gli uccelli li trovino attraenti, mentre i casi in cui le gazze interagiscono con oggetti meno appariscenti passano inosservati. Probabilmente il folklore che le circonda è solo il risultato di generalizzazioni culturali e aneddoti vari, e non consiste in prove concrete.”
Rimediare ai vecchi torti
Gli scienziati – psicologi del Centro di ricerca sul comportamento animale (CRAB) – hanno intrapreso lo studio dopo che una ricerca su Internet ha rivelato che sono stati pubblicati solo due articoli su gazze che rubavano effettivamente oggetti luccicanti: un anello di fidanzamento ritrovato in un nido nel 2008 e una gazza di Rochdale che aveva rubato chiavi, monete e una chiave inglese da un’officina meccanica l’anno precedente.
La dottoressa Shephard ha dichiarato a BBC News:
“Alcuni uccelli, come i nibbi neri, usano nel nido oggetti vistosi, dopo l’accoppiamento, per allontanare potenziali predatori. Ma avevamo già esaminato una dozzina di nidi di gazza e non avevamo trovato alcun oggetto luccicante. Quindi ho dedotto che le gazze non usano degli oggetti per tale scopo.”
Il test potrebbe persino mettere in discussione la definizione di gazza presente nel Dizionario inglese Collins, ovvero “una persona che accumula piccoli oggetti”.
Potrebbe suscitare richieste di una tardiva revisione del libretto dell’opera di Rossini La Gazza Ladra, che narra la storia di una giovane serva condannata a morte per una serie di furti di pezzi d’argenteria commessi in realtà da una gazza.
Ma potrebbe anche sbaragliare gli editori del fumetto di Tintin “Lo smeraldo di Castafiore“, in cui una preziosa gemma viene rubata da una gazza.
Ma la ricerca non è ancora conclusiva. Data la natura del test, con postazioni di alimentazione fisse, gli scienziati hanno potuto valutare solo le gazze “accoppiate” che abitano un territorio prestabilito. Le gazze single, senza un partner fisso, hanno abitudini alimentari meno prevedibili.
Povere gazze ingiustamente accusate!
Dunque potrebbe essere, da sottolineare “potrebbe”, che siano proprio i celibi, intenti a corteggiare le potenziali compagne con anelli d’argento, ad aver disonorato la reputazione di questi uccelli.
Fonte: Roger Harrabin – BBC News
