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presentazione
Mi chiamo Battenti
Ferruccio, sono nato nel 1936 il 16 febbraio in Via Spina, 7, nel
comune di Jesi. Sono stato fin da ragazzo una persona molto adattata.
Nel corso della vita ho praticato molti mestieri: da contadino a
ceramista, dipingendo abbastanza bene. Poi verso il 1962 ho frequentato
e superato il corso di addestramento professionale per tornitore
meccanico. Nel 1964 sono entrato sul lavoro in officina ed ho avuto
oltre a tornitore meccanico altre due qualifiche: Fabbro per
carpenteria meccanica e Saldatore meccanico. Per le mie capacità
alla Sima (azienda dove lavoravo) di Jesi, venni passato al quarto
livello svolgendo adeguatamente quasi tutti i lavori di officina. Fin
da ragazzo ho sempre avuto la passione per le piccole invenzioni,
semplici ma valide, così in officina venni notato. Del lavoro
che mi veniva assegnato non mi andava mai bene niente, dovevo sempre
cambiare qualcosa nella sua esecuzione. Così, il capo officina
che sapeva di queste mie piccole invenzioni, me le faceva svolgere.
la storia
Io lavoravo a turno
con un altro operaio, facendo lavori generici diversi. Così mi
raccontava un giorno che un tale aveva inventato una bicicletta che
quando percorreva una discesa caricava una batteria che la faceva
risalire fino in cima a questa salita. Io gli spiegai che era una cosa
impossibile: a causa degli attriti, la dispersione della corrente
elettrica che veniva dall'accumulatore, sarebbe tutt'alpiù
arrivato a poco più di metà salita. Ma quell'uomo mi fece
frullare nella mente un'idea!
Io, sempre affamato di
invenzioni, incominciai a pensare "perché non provare a
sbilanciare il magnetismo?". E ne parlai con degli ingeneri con il capo
officina e loro mi dissero che era una cosa impossibile, e avevano
perfettamente ragione, facendomi degli esempi molto semplici, che
avrebbe capito anche un bambino, dicendomi se io ho 1 di spinta e 1 di
attrazione, il risultato è uguale a zero. Infatti, +1-1=0
Nel corso di
addestramento professionale per tornitori ci avevano insegnato i
principi della fisica che poi ci servivano tanto per sapere dei moti
sulle macchine, tanto nelle elettro calamite che sono in funzione nelle
macchine e nei paranchi. Così, con la mia pignoleria sempre da
ottimista, incominciai a poter sbilanciare il magnetismo. Ogni prova
che eseguivo, era un fallimento dietro l'altro, e soffrivo ad ogni
fallimento. Poi, come tutti gli inventori, pensai di percorrere altre
strade, un po' come quelli che non riuscendo a scalare un monte gli
girano attorno salendo a chiocciola fino alla vetta. Mi venne in mente
di applicare la geometri al magnetismo, e questa volta si
incominciò a vedere qualcosa di utile, poi seguitai a fare
geometricamente delle migliorie, riuscendo ad avere un buon risultato
energetico...
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