Amalia Ciardi Dupré
 
 

 

 

ARTE VISIVA (a-z)

 

Alessandro Gagliardini

Amalia Ciardi Dupré

Catia Battenti

Domenico Fratini

Donadella Casolari

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Giulia Alessandrini

Salvatore Romano

 

 

 

 

 

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AMALIA CIARDI DUPRE' - LA CAUSA DI OGNI DOLORE E' LA MANCANZA DI LIBERTA' di Lorenzo Lucchetti del 24.02.2009

La stupenda cristallina visione di questa donna, mette a tacere chiacchiere e sproloqui.

Jan Palach, studente Ceco, si bruciava con la primavera di Praga, era il lontano 1969, mentre l'armata rossa in città annichiliva ogni possibile fuoco interiore umano. E la Duprè in quel '69 con le sue sculture cominciava a fare la storia e la sua storia dell'arte, con il monumento intitolato La Torcia, un'atroce allucinazione il cui tema era una verità palese: la causa di ogni dolore è la mancanza di libertà (La Torcia, Monumento a Jan Palach).

Oggi la Duprè la potete vedere illuminare i suoi libri (p.e. Bios e Tanatos, Vita e morte, Ed. Socialmente) e la nuova mostra di sculture (è a Firenze alla Galleria dell'Accademia tra il 4 e il 28 febbraio '09), arredata con i suoi quadri, che sembrano accompagnamenti corali alla sua partecipazione alle più grandi catastrofi della vita, urlate con le grida del '900, e con le piccole e più grandi anime di questo inizio millennio.

Lei ha subìto la seconda guerra mondiale, la conosce, perciò scoprirete che Amalia Ciardi Duprè è allo stesso livello di grandezza del Michelangelo visitato a Roma, ma vedendo le sue opere troverete che oltre a meritare di trovarsi nei libri di scuola dei nostri figli accanto alla Guernica di Picasso, (ma chissà se saremo abbastanza forti da pretendere veramente questa dolcezza per le loro vite?) le sue opere hanno la grandezza d'inginocchiarsi con amore e umiltà, alla calma fine delle nostre onorevoli esistenze, e del nostro calore accorato.

Nessuna disumanità artistica dunque. Passate a Firenze e vi arricchirà la giornata. Nessuna tentazione di provocare, odiare, solo con-passione e autocritica.

Ma è importante che passi alla storia questa arte, per arricchirci di amore e libertà, è importante che le si permetta di regalarci quella spiritualità dolcissima, che Amalia raffigura magnificamente nella sezione della mostra cui ha dedicato il suo titolo più poetico: nel cielo nell'aria nel vento.

Avete presente quelle occasioni internazionali in cui le lotte per i diritti umani diventano cronaca? Le frantumazioni interiori per riscoprirsi con il proprio sé più vero, divengono cronaca nella Duprè. E fanno la storia del nuovo secolo, tramite il veicolo della sua ricchezza interiore.

Perciò almeno una cosa promettiamocela, che non chiuderemo le nostre orecchie alla verità. Il vero senso delle sue opere risiede infatti in un ultimo istante cui voglio condurvi prima di chiudere, perché questo è ciò che ci ha gridato Amalia.

Percorrendo questa strada vi ricordo che ci sono tre argomenti di cronaca nella sua mostra:

Rita Atria, diciotto anni, che aveva collaborato coraggiosamente con la giustizia dopo che suo padre e suo fratello erano stati uccisi dalla mafia, per questo rinnegata persino dalla madre, si uccise gettandosi dall'edificio in cui viveva sotto protezione, subito dopo aver appreso della morte del giudice Borsellino, l'unico di cui si fidava. Rita Atria è morta per colpa di noi italiani che non l'abbiamo mai onorata, morì su un marciapiede. 1992.

Sarr Gaye Sambdon Diouf morì massacrato da quattro ragazzi riminesi per aiutare un fornaio italiano che i malviventi avevano aggredito nel cuore della notte nella sua panetteria, proprio mentre Sarr Gaye entrava nel negozio per comprare delle paste. Mandava i soldi a casa Diouf, aveva moglie e figli, e non era italiano. Era senegalese. Noi siamo rimasti nelle nostre case a guardarli mentre lo massacravano, senza la libertà nemmeno di gridare. Ma forse lui era senegalese. E quell'altro solo un panettiere. Rimini 27 giugno 2001.

Amalia Ciardi Duprè è incredibilmente sensibile ed umile in ogni aspetto della realtà osservata, perciò non si piega a nessuna logica che non sia profondamente sentita nella sua anima: 1976-1983, il governo di Raul Alfonsin uccide migliaia di dissidenti, deporta milioni di persone, e un incredibile numero di giovani scompare nel nulla dell'Argentina dittatoriale.

I Desaparecidos, questi dispersi, ricordano continuamente il dolore creato dai governi che occultano la verità, manipolano il popolo. Portano una nazione alla rovina, anche economica.

E mentre i figli protestano, senza libertà, il vero grido di questa storica mostra di Amalia, è un grido che i potenti, forse troppo uomini, o forse troppo intenti a controllare il proprio popolo, non ascoltano: le madri continuano a piangere!

Lorenzo Lucchetti, scrittore, Treia (Mc)

Amalia Ciardi Dupré

Le grandi opere dell'artista toscana. 

Intervista alla mostra di Firenze 14/02/2009

 

INTERVISTA ad AMALIA CIARDI DUPRE' 

MOSTRA FIRENZE 14/02/2009 

by Lorenzo Lucchetti vedi il video anche su Socialmete.name

 

             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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